Volver a la alegrìa

Altro libro introvabile in italiano. Provo a farvene una sintesi affinché possiate goderne il messaggio anche senza aver la possibilità di leggerlo o di comprenderlo nell’idioma originale.

L’allegria, come la gioia, è uno stato permanente dell’anima. Per renderla tale è necessario elevare la vibrazione delle nostre percezioni. Così il mondo che ci gira intorno, ovvero l’ambiente in cui ci muoviamo, si trasforma a sua volta e si eleva alla nostra visione per adeguarsi.

Il gioco del dolore non è altro che una versione emozionale del gioco dell’ego: cercare nel passato, temere il futuro, non trovare nel presente le cose che cerchiamo = essere sempre insoddisfatti.

Sprechiamo molto tempo a lamentarci dei problemi e altrettanto a ideare soluzioni, dimenticando che la mente ha una parte molto attiva nel crearli. Se smettiamo di dar loro valore, questi non saranno più tali. Se le cose o le situazioni non aderiscono alle nostre aspettative questo crea una reazione di resistenza anziché un atteggiamento di accettazione per una opportunità di crescita.

Quando siamo tristi ci dimentichiamo che non lo eravamo poco prima di metter nella testa le idee che ci fanno sentire così. Spesso un atteggiamento di non preoccupazione conduce alla vera felicità nel liberarci dalla necessità ansiosa di sperimentarla. “Liberati dalla necessità di essere felice e lo sarai” dice Samsò.

Concediti ai tuoi sogni con passione e occupati delle cose senza aspettative o senza ansia per i risultati. Concedi alle tue necessità l’opportunità di non essere più tali, privandole della loro connotazione di bisogno, legato a un risultato o ad una aspettativa.

Cambiar il vocabolario nel proprio dialogo interiore trasforma la maniera di percepire le situazioni. Cambia i pensieri che causano sofferenza e smetti di dar loro il valore che non hanno. Renditi conto che sono incompatibili con la tua felicità.

L’azione reiterata crea ripetizioni nei risultati . Se li osservi e noti ancora una volta le stesse dinamiche, significa che c’è una programmazione da disattivare che proviene dal passato.

Le persone soddisfatte vivono intensamente il momento presente, amano esser quel che sono e quel che fanno.

Nel caos c’è spesso un ordine implicito capace di rigenerare qualsiasi situazione, apparentemente distruttiva. Pratica l’indipendenza interiore, l’accettazione di ciò che è e la non resistenza a ciò che la vita ti offre in ogni momento.

Prova questo gioco: fai una lista con tutto quello che influenza il tuo stato d’animo. Una colonna chiamala “quello che Dio non avrebbe pensato” e la seconda “pensieri che condivido con Dio”. Fai in modo che la prima colonna scompaia e la seconda si arricchisca.

Il tuo stato d’animo cambierà. Ti accorgerai che ottenere ciò che desideri si chiama ‘successo’, godere di ciò che hai già si chiama felicità.

La sofferenza è semplicemente il risultato di una percezione erronea che nasce dal desiderio di qualcosa di diverso da quello che la vita offre in un dato momento. ‘Lei’ non può esistere senza di te, né al margine della tua visione, né aderendo alle situazioni che la provocano. Ha bisogno della tua complicità. Se gliela neghi, sparisce.

Preoccuparsi del problema incapsula il problema e impedisce di elevarsi al piano della soluzione.

E’ una questione di autodisciplina non sentirti deluso se il mondo non si adatta alle tue aspettative, al contrario, dovresti rallegrarti di poter adeguare le tue intenzioni alle sue.

Abbandona la necessità di forzare il come e il quando, affinché il momento e il modo si mostreranno impeccabili.

Nella natura non esiste la tristezza, per cui questa non è altro che una confusione della mente umana e l’insoddisfazione non è altro che il risultato di una comparazione.

Spesso anteponiamo la necessità di aver ragione alla necessità di sentirci in pace, che non è il risultato di uno sforzo ma l’abbandono della resistenza.

Se ancora non hai incontrato la felicità è perché l’hai cercata dove non c’era o ne hai malinteso il significato.

Prova a sciogliere gli ostacoli che tu stesso le hai costruito intorno e la troverai.

Le persone che si sentono felici non hanno meno problemi di chi si sente insoddisfatto. L’unica differenza consiste nella maniera di vedere le cose, nel modo che scegliamo di contemplare il mondo. La causa della mancata allegria non è il problema ma l’attitudine con la quale si affronta.

Volver a la alegria significa guarire corpo e spirito “curacion completa y definitiva de la percepciòn” e questo processo deve iniziare dalla mente, l’unica responsabile. “Alenarse a la sonrisa interior…”, questo è il messaggio .

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