tangoecologico

Dalla rivista ‘El tangonauta’, n. 79 – titolo ‘Per una ecologia della milonga’ – autrice: Sonia Abadi

Riserva naturale degli amanti del tango, ciascuna milonga è responsabile di curare l’equilibrio tra le più varie specie. Maschi e femmine, vecchi e nuovi, apprendisti e turisti.

A volte sono gli organizzatori stessi a non sapere preservare il clima, la flora e la fauna. Effetto invernale della mancanza di aria condizionata, inondazione dei bagni, sedie spinose que garantiscano la salvaguardia delle calze. Selva vergine, lo spazio tra i tavoli sembra dover essere aperto con colpi di macete. In alcune milonghe distribuiscono uomini e donne come se fossero specie nemiche da mantenere ingabbiate e divise. Sono tante le barriere que è quasi un miracolo riuscire ad incrociare gli sguardi e uscire a ballare. Anche tra i ballerini ci sono predatori ed ecologisti. Il milonguero esibizionista percorre la pista alla velocità di una formula uno e fa il giro completo cinque volte in una sola tanda. Allo stesso tempo dispiega il ‘kama sutra’ completo di giri, ganci, sacade, lasciando la sua compagna senza fiato e un tot di ballerini furiosi.

Dinosauro prepotente, disprezza le principianti e compete con le brave. Si credeva che questi tipi che dicono: “metti la testa dall’altra parte”, “perché non giri?”, “attaccati di più”, sono reliquie del ‘machismo’ del passato, però questa categoria di maschilisti è sempre esistita ed esiste tuttora. Le donne li temono, e li odiano e appena si sentono un po’ più sicure li ignorano. Il buon ballerino e ancor più se è un uomo perbene, al sentire il contatto nella pista con un’altra coppia, , gira, cambia direzione e si allontana. Gli inesperti, peggio ancora i maleducati, invece di tornare indietro, spingono. Disadattati che, invece di ballare con una donna, ballano contro tutti gli uomini… Sembra che non comprendano che se l’uomo e la donna dipendono l’uno dall’altra, anche la coppia nella pista ha bisogno di altre coppie per condividere la emozione del tango.

Un altro cura la sua compagna. Momento di grande abbandono e intimità, essa sta molto esposta, con gli occhi chiusi e molte volte camminando all’indietro. Però lo spintonano e ciò che è peggio offendono la signorina. Davanti a una tale provocazione l’ira del maschio gli fa perdere il senno, oltretutto perché sente che ha fallito nel proteggerla. Fra le femmine ci sono rose rosse e timide violette, ma anche tigri e iene. Padrone della milonga, sfoderano ‘volei’ con gambe all’aria, urtano e mai chiedono scusa. Non lasciano spazio a una nuova che desidera sedersi con loro e se potessero gli darebbero una calcio negli stinchi. Padrone assolute dei ballerini, si infuriano quando una che sta crescendo si guadagna il diritto di ballare con essi. Sono le stesse che guardano dall’alto al basso gli uomini nuovi e godono nell’umiliarli. Però ci sono anche i milongueri veterani con una certa esperienza e una certa raffinatezza che invece di scontrarsi si comportano come anfitrioni e trattano bene a tutti. A loro non serve dimostrare che appartengono a questo posto e che questo posto gli appartiene. Maestri senza voler esserlo, sono guardati e rispettati da uomini e donne. Sono coloro che reagiscono con santa indignazione davanti a coloro che rovinano la milonga.