Se l'amore è un gioco.....

SE L’AMORE E’ GIOCO ECCO LE REGOLE di Chérie Carter-Scott

Questo libro può sembrare uno dei manuali best-seller americani il cui contenuto è ovvio e non ripete altro che il riassunto di tanti pensieri di altri pensatori e scrittori. In realtà è una ricetta complessa che lascia pochi margini di spostamento affinché il prodotto finale, ovvero la buona relazione, venga costruita in maniera sana. Mi piace sintetizzarlo proprio perché in certi momenti cruciali di un rapporto che stiamo vivendo può venirci in soccorso per raddrizzare il tiro. Ovvero, fare la giusta manutenzione alle relazione che scricchiola e fermarsi a capire se vogliamo salvarla o perderla. Rinfrescandoci la memoria su quelle che sono ormai universalmente riconosciute le regole del gioco ‘amore’ possiamo contemporaneamente acquisire una maggior conoscenza di noi stessi, crescere evolvendo tra orizzonti sempre più chiari. Anche a costo di rendersi conto che una data relazione va troncata anziché prorogarla nel tempo svuotata di qualità.

La prima regola: l’unione profonda ha come presupposto fondamentale la conoscenza e l’amore per se stessi. Spesso cerchiamo il vero amore non avendo però un’idea di quanto è importante saper già prendersi cura di noi, semplicemente dandoci quello che ci aspettiamo dagli altri. Amarsi significa credere nel proprio valore, significa mettersi in sintonia coi nostri desideri e bisogni. L’amore che riceviamo da un’altra persona non può mai sostituire quello che possiamo riservare a noi stessi. Quello che pensiamo di noi stessi viene inconsciamente proiettato verso l’esterno e si manifesta poi nelle interazioni con gli altri. Una scarsa accettazione di sé può erodere le relazioni perché la negatività verso voi stessi si riversa sicuramente sul compagno. Una conseguenza devastante può essere l’incapacità di riconoscere un amore autentico in quanto non si hanno riferimenti per paragonare l’esperienza.

La seconda regola: l’amore non capita, dobbiamo crearlo: con l’immaginazione, con l’intenzione, con l’azione. Per portare un compagno speciale nella nostra vita dobbiamo sapere cosa vogliamo, quale è per noi la relazione ideale, riconoscere le opportunità. Dobbiamo avere chiare le nostre esigenze irrevocabili e i margini di tolleranza rispetto a quella che è per noi una relazione di qualità. Più conosciamo noi stessi, le nostre vulnerabilità e i nostri desideri, più aumentano le possibilità di costruire una relazione sana. Dobbiamo sapere le qualità irrinunciabili del nostro compagno ideale, le attitudini, i gusti, la personalità. Dobbiamo distinguere le qualità opzionali, ovvero le caratteristiche non essenziali ma auspicabili. Le nostre convinzioni influenzano per certo le aspettative e i risultati (legge dell’attrazione). Ciò significa che non dobbiamo affrontare una situazione con preconcetti e percezioni che tendono a manifestare le nostre credenze. Impegnarsi per esempio in qualcosa su cui siamo scettici in partenza è solo perdita di tempo. L’autentico pensiero positivo è di grande aiuto in ogni situazione della vita. Spesso le paure e le preoccupazioni sono ostacoli al fluire degli eventi, incluso quello della costruzione di un amore e il suo libero fluire. La paura di soffrire impedisce spesso di ‘consegnarsi’ all’amore con fiducia, abbandonarsi senza difese. Non ci sono garanzie sul tema. La paura non permette relazioni autentiche. Per meritarsi un amore bisogna esser pronti a correre il rischio di perderlo. Solo l’amore incondizionato può spazzar via ogni ostacolo in quanto in sé presuppone l’assenza di paura e il non attaccamento.

La terza regola: a piccoli passi si va lontano. La costruzione lenta è la più solida, se basata su scelte consapevoli e accettazione incondizionata dell’altro. Pensiamo alla nostra relazione come alla costruzione di una casa. Non dobbiamo superare in fretta i vari stadi e dobbiamo credere nella sfida che abbiamo intrapreso. Il percorso porterà ad una unione autentica perché basata sulla consapevolezza depurata del torpore della passione cieca. Questa creazione ha le sue naturali fasi evolutive che intrinsecamente contengono la possibilità di superare le sfide. Le fasi: l’attrazione, l’esplorazione, la valutazione, la costruzione dell’intimità e l’impegno. La fase dell’attrazione non è solo fisicità ma anche empatia intellettuale, emozionale, spirituale. L’esplorazione è il conoscere e stabilire il grado di compatibilità con l’altro, guardando al di sopra delle lenti rosa e lontani dalla nebbia emozionale. La fase della valutazione implica una riflessione che con l’aiuto del proprio istinto porta a decidere se ‘costruire o troncare’ una volta verificate sia le qualità irrinunciabili che quelle opzionali. Il processo implica osservazione valutazione e scelta chiara. In questa fase è importante non convincersi che l’altro cambierà (non è nemmeno giusto pretenderlo). La paura di troncare a volte ci inganna facendoci rifugiare in speranze inattuabili. La scelta della costruzione è la base per accedere all’intimità reciproca, ognuno senza riserve dovrebbe rendersi accessibile all’altro senza sentirsi vulnerabile, aprendosi per capirsi nel profondo e accettarsi . Svelarsi crea la profondità del rapporto che porta l’impegno reciproco e ne presuppone risorse, facoltà e pazienza.

La quarta regola: l’amore è una occasione di crescita perché relazionandoci con l’altro scopriamo e miglioriamo veramente noi stessi. Le relazioni ampliano orizzonti e prospettive. Stimolano le nostre risorse: la capacità di superare le sfide e mettersi in gioco continuamente. L’energia creata da una unione autentica guida nel processo di crescita rendendoci più forti, più saggi e più veri. La relazione può far sorgere problemi personali da risolvere e sarà contemporaneamente lo strumento per farlo attraverso un più alto livello della nostra capacità comunicativa. Ognuno sarà per l’altro il compagno della crescita personale. Nessuno arriva perfetto a una relazione ma la relazione stessa si fa strumento di perfezione. E quando si cresce, l’io diventa ‘noi’, le scelte all’interno del rapporto si compiono in nome delle esigenze di quest’ultimo. Ogni persona si muove, cresce ed evolve secondo il proprio ritmo e questo va rispettato reciprocamente al punto da creare un passo comune (pazienza – accettazione).

La quinta regola: comunicare è essenziale. L’essenza della comunicazione è rivelare, svelarsi. Per eliminare nell’altro la presupposizione alla base delle sue aspettative. Il non sapere crea divario tra quello che ci aspettiamo e la situazione reale. Può essere difficile non giudicare quando il nostro partner svela qualcosa che per noi è doloroso o offensivo ma se lo incoraggiamo ad essere sincero dobbiamo esser disposti ad ascoltarlo ed accettare. Senza reagire creando barriere di difesa ma accogliendo quella verità. Quando proviamo rabbia o fastidio nei suoi confronti e ci rifiutiamo di parlarne, quelle parole non dette diventano macigni. Dobbiamo evitare di riempire il cesto di pietre (la mente che rimugina e sforna pensieri dannosi). Non è sano far finta che tutto vada bene quando non è così, solo per timore di una reazione. Ogni volta che ci tratteniamo dall’esprimerci, anche relativamente ad un desiderio, ogni volta che taciamo un risentimento ci facciamo del male e nuociamo al rapporto. Un rapporto autentico svuota subito il cesto, non accumula ma libera al più presto. Comandamento numero uno:dire sempre la verità, dire sempre quello che si pensa riguardo ad una situazione. Se la relazione non resiste a queste prove significa che il nostro partner non è adatto ad una relazione autentica.

La sesta regola: l’inevitabilità del compromesso. La verità va detta, ma senza urtare la sensibilità dell’altro. Inoltre va sviluppata la capacità di negoziazione nelle scelte, che dovrebbero compiacere entrambi, anche nella quotidianità. Scendere a compromessi non è debolezza o inferiorità ma semplicemente saggezza.

La settima regola: la sfida dei cambiamenti. Curve pericolose e gioie improvvise rafforzano il rapporto. Cosi come il nostro modo di comunicare. Cosi come la flessibilità e il non attaccamento al passato, a ciò che è stato e non è più. Con questi presupposti si affronta la vita insieme. Come una squadra, quando l’uno ha dubbi e sconforto, l’altro può infondere fiducia.

La ottava regola: nutrire l’amore. Una relazione è come una pianta, va innaffiata, ha bisogno di attenzione quotidiana per crescere e mantenersi rigogliosa e vitale. Una rapporto è in continua evoluzione. Dobbiamo nutrire questa evoluzione, darle freschezza, per preservare la magia iniziale.

Lo possiamo fare con mille attenzioni, mille parole, mille abbracci, mille sguardi che comunicano all’altro quanto è importante per noi. In questo modo anche gli ostacoli e i pesi della vita diventano più leggeri. Mai dare nulla di scontato. Alimentare la propria generosità è la forma più sana di attenzione. Ognuno così sarà stimolato a dare il meglio di sé. Trattarsi bene determina in assoluto la qualità di qualsiasi relazione.

Aggiungo che la relazione sana non nasce da una necessità ma da un atteggiamento di appagamento preesistente alla relazione in erba e dalla voglia di condivisione che tenga lontani da possibili forme di attaccamento morboso. Lui e lei e la metafora delle due mele intere.