Ortica

In un brano de ‘I Miserabili’ Victor Hugo esalta le qualità dell’ortica, indicata fin dall’antichità come ‘oro verde’, tanti erano i suoi prestigiosi utilizzi nei campi più svariati. L’autore fa parlare il personaggio, che interpreta, ovviamente, il suo pensiero riguardo questa pianta comunemente disprezzata e ignorata, giacché conosciuta più per i suoi difetti che per i suoi pregi.

HPIM0393“Un giorno Monsieur Madeleine vide dei contadini impegnati ad estirpare ortiche; egli guardò il mucchio di piante sradicate e già inaridite e disse “Sono morte. Tuttavia sarebbe bene che la gente sapesse come usarle. Quando l’ortica è giovane, la sua foglia rappresenta un eccellente vegetale; quando è matura, essa contiene filamenti e fibre come la canapa e il lino. Il tessuto di ortica è buono come quello di canapa. Tritata è ottima per il pollame. Pestata è buona per il bestiame da pascolo. I suoi semi mescolati a foraggio ne rendono brillante il manto. Le radici mescolate al sale producono una tintura gialla. Può paragonarsi ad ottimo fieno e può essere tagliata due volte. E cosa richiede per crescere? Niente altro che un pezzo di terra, nessuna attenzione, niente coltivazione. I semi cadono quando matura ed è difficile raccoglierla. E’ tutto. Con poco può essere utile, fa danni solo se trascurata”.

Il poeta scozzese Campbell, lamentandosi della poca attenzione dimostrata comunemente nei confronti dell’ortica, pianta negletta per eccellenza, dice: “In Scozia, ho mangiato ortiche, ho dormito in lenzuola di ortiche, ho mangiato su tavole apparecchiate con tovaglie di fibra di ortica. La tenera ortica è un tè eccellente…ho sentito mia madre dire che il tessuto fatto con fibra di ortica dura di più di altri tipi di tessuto”.

Negli erbari rinascimentali il botanico Hieronymus Boch (1498 -1554) poneva l’ortica al primo posto fra le piante officinali. Un antico indovinello renano recita: “brucia giorno e notte, ma non dà fuoco alla casa”. L’ortica, appunto. Urtica, dal latino ‘urere’ ovvero, bruciare. Per alludere alle sue proprietà afrodisiache in Boemia veniva chiamata “l’amore ardente”. Nel Medio Evo l’ortica era una importante fibra tessile, tanto che fino al XVII secolo è stata ampiamente coltivata e lavorata soprattutto in Germania e Francia.

Si possono distinguere due principali tipi di ortica: la grande ortica detta ‘urtica dioica’ (ortica comune) e la piccola ortica detta ‘urtica urens'(utilizzata in omeopatia). Per via della sua forza bruciante l’ortica era considerata una medicina. Le sue foglie fresche venivano strofinate crude contro le parti del corpo affette da reumatismi o artriti. I suoi semi, bevuti con vino di zibibbo, stimolavano una soddisfacente attività sessuale, tanto che a Roma l’ortica era un afrodisiaco molto in voga. Veniva utilizzata anche contro l’impotenza, secondo alcuni consigli di Ovidio che ne suggeriva il consumo in una miscela di uova, cipolla e pinoli.

La studiosa naturopata tedesca Ildegarda Von Bingen consigliava di usare le foglie fresche di ortica come contorno nelle pietanze a base di carne o carboidrati: “…quando è fresca e appena cresciuta dalla terra, se viene cotta è utile per i cibi dell’uomo, poiché purifica lo stomaco…”. Ricca di ferro, calcio, potassio e fosforo è un alimento prezioso anche nelle diete dei nostri tempi, se raccolta in terreni lontani da fonti di inquinamento atmosferico. Ideale raccoglierla lungo sentieri immersi nel verde, ai bordi di fiumi e laghi, lontano dal traffico e possibilmente ad alta quota. Grazie al suo alto contenuto di vitamina C e vitamine del gruppo B, nonché flavonoidi, può essere impiegata come coadiuvante in una vasta gamma di disturbi.

Cresce ed è coltivata in diverse parti del mondo. Indice di saggezza di popolazioni rurali che ne ricavano sostentamento, fibre e medicine. Non a caso la consideravano ‘oro verde’ e le attribuivano poteri magici come quello di allontanare le negatività e tener lontani i fulmini, potere già riconosciuto all’alloro.

Attualmente l’ortica è stata riscoperta anche in cucina e molti ristoranti offrono menù ricercati utilizzando l’ortica come ingrediente principale di piatti raffinati. In inghilterra alcune fabbriche produttrici di latticini usano le foglie di ortica per avvolgere i formaggi e accelerarne la maturazione. Esiste in commercio anche il vino e la birra di ortica. Secondo una vecchia tradizione in Inghilterra si beveva ‘nettle beer’ quale rimedio contro la gotta o dolori reumatici.

in cucina, consigli per un : Ortica day

Spicchi di piadina con ortiche, erbe miste di campagna e pecorino

– Gnocchetti all’ortica conditi con gorgonzola al mascarpone, caciocavallo e caprino molisano spolverati con trito di noci e avellane di Capracotta

– Frittata con cipolla, ortica e pinoli

– Polpettine di carne con mousse di ortica

-Dolcetti verdi – gelato all’ortica

grappa all’ortica

gelato all’ortica e latte di soia

Curiosità:

le mucche che mangiano ortica producono più latte

le galline fanno più uova e di miglior qualità

Un santone eremita indiano , Milarepa (che ha ispirato un film di Liliana Cavani), ha vissuto per sette anni nel suo eremo mangiando quasi esclusivamente ortica

secondo alcuni esoterici è la pianta dell’amore universale, la pianta della forza

stimola la consapevolezza, mentre la raccogliete dovete essere nel ‘qui e ora’ altrimenti vi ustionate, cosicché l’avvicinarsi all’ortica è una forma di rito-meditazione-preghiera che vi rende mistici

i Celti, come altri popoli antichi la consideravano un afrodisiaco e la mangiavano prima delle danze. Dopo le cene a base di ortica le donne erano perennemente gravide e dato che l’ortica dava loro forza lavoravano instancabili mentre gli uomini, compiaciuti dei risultati, oziavano fino alla sera successiva

Prima dell’avvento della medicina tradizionale l’ortica era utilizzata ad ampio raggio fin dai tempi dell’Impero Romano. Anche oggi si riconoscono le sue proprietà, riscoperte dalla moderna omeopatia e naturopatia. Le analisi dell’ortica fresca evidenziano un alto contenuto di acido formico, mucillaggine, ammoniaca, acido carbonico, fosfati, ferro. Ricca di vitamina A, C, D e K, calcio, potassio, rispetto altre erbe ha un alto contenuto di clorofilla.

L’ortica è ampiamente diffusa in tutto il mondo e la sua tribù ne comprende circa 500 specie, per la maggior parte tropicali, anche se molte, come la comunemente conosciuta Urtica Urens e Urtica Dioica, si trovano in climi temperati. Dal latino ‘uro’ il nome ‘urens’ evoca il suo aspetto urticante, ovvero che ‘brucia’ al tatto. Tale proprietà è dovuta al fluido contenuto nella peluria che ricopre le foglie, il cui principio attivo è costituito dal bicarbonato di ammonio. In seguito a pressione, la peluria fora la pelle e il veleno si sprigiona istantaneamente causando irritazione e infiammazione. Le proprietà urticanti di questo liquido sono inibite dal calore quando le foglie vengono bollite. E’ strano come il fluido sia stato provato quale antidoto a se stesso. Infatti, se applicato a seguito di irritazione da ortica può provocare sollievo istantaneo. La ‘puntura’ di ortica può anche essere curata strofinando la parte irritata con rosmarino, menta o foglie di salvia o con decotto di ortica stessa, antinfiammatorio per eccellenza. .L’effetto pungente dell’ortica viene visto come un sistema di difesa della pianta dagli animali da pascolo. L’ortica è una delle piante preferite degli insetti che vedono le foglie pungenti un luogo sicuro dove depositare uova senza il rischio che vengano divorate dai ruminanti. E’ stato stimato che un numero di circa 40 tipi di insetti, comprese alcuni tipi di farfalle, scelgono le ortiche come luogo di proliferazione.

La ‘urtica urens’ detta anche ‘piccola ortica’ è usata soprattutto in omeopatia. L’ urtica dioica, detta ‘grande ortica’ è utilizzata più ampiamente. Dioica significa ‘due case’ perché il fiore maschile e quello femminile si trovano in piante separate. L’ortica fiorisce da giugno a settembre. Il periodo migliore per utilizzarla in cucina è stimato da marzo a maggio.

L’ortica ha una lunga storia come erba medicinale. Oggi alcune ricerche scientifiche hanno testato l’efficacia e confermato le qualità sostenute nei secoli, riguardo la qualità di questa erba.

PROPRIETA’

riduce le allergie: rinite, febbre da fieno (tisane, tintura), reazioni allergiche da punture di insetti (succo fresco sulla parte colpita).

anti-asmatico, espettorante: succo di radice/foglie, mescolato con miele, foglie secche bruciate e inalate, infuso di foglie o semi.

purifica il sangue, riduce i livelli di zucchero (infusi, tisane).

riduce infiammazioni, scottature: infuso, impacchi con pezze di cotone imbevuto di tintura, decotti.

aumenta la diuresi e combatte infezioni urinarie: grazie alla presenza di flavonoidi e potassio (tisane o succhi freschi).

emostatico: infuso/tisana, tintura alcolica, dalla pianta fresca, succo fresco (2 cucchiai), al fine di arrestare sangue dal naso, polmoni e stomaco.

abbassa la pressione sanguigna

cicatrizza

arresta la caduta dei capelli: gli erboristi in passato raccomandavano di pettinare i capelli giornalmente con succo fresco di ortica, che oltre a prevenire e arrestarne la caduta li rendeva lucidi.

previene e riduce la forfora e i capelli grassi

riduce dolori reumatici: tisana, birra o per uso topico di prodotti, a base di ortica massaggiati sulla parte interessata.Nell’Europa del Medio Evo, i guaritori usavano i rami di ortica fresca e li sbattevano sulle gambe e braccia di pazienti paralizzati o con problemi di artrite e problemi muscolari. La tecnica della ‘frusta’ era usata anche per stimolare gli organi e sollevare il dolore dei muscoli doloranti. Tale tecnica era usata anche contro l’impotenza maschile.

previene e cura malattie della prostata

stimola digestione, perdita di peso

aumenta lattazione (anche negli animali da pascolo)

stimola mestruazioni

abbassa temperatura del corpo

antisettico

tonico e astringente: utilizzata in cosmesi, come tonico o come base per lozioni e creme idratanti e antirughe. Utile per atenuare i disturbi delle emorroidi in quanto potenzia i vasi sanguigni e agisce sulle infiammazioni (anche insieme all’argilla)

integratore in gravidanza: l’ortica nei secoli è stata utilizzata come stimolatore che aiuta la fertilità sia maschile che femminile. Aiuta il feto e la madre a mantenere alti i valori di alcuni minerali e vitamine durante la gestazione, previene crampi e spasmi.Grazie all’alto contenuto di calcio diminuisce i dolori da contrazioni dell’utero e la vitamina k diminuisce la probabilità di emorragia post-parto. Aumenta la produzione di latte.

in cucina: es: zuppa con porri e broccoli. Per altri spunti culinari vedere sopra. Inoltre veniva utilizzato in sostituzione del caglio nella lavorazione dei formaggi , così come il cardo.

fibra tessile : progetti di ricerca in Europa stanno cercando di trovare sistemi di coltivazione e lavorazione al fine di produrre nel modo più economico, sia fibra tessile che materiale composito. Durante la prima guerra mondiale, quando in Germania e Austria scarseggiava il cotone, l’ortica venne lavorata al fine di produrne una fibra tessile in sostituzione del tradizionale tessuto usato per le divise militari. Mescolata con il dieci per cento di cotone fu dimostrato che capi intimi, tovaglie, coperte, tele cerate etc. potevano essere confezionati con la fibra di ortica. Il problema più grande si era rivelato nella coltivazione (terreni ricchi di nitrogeno) e nella separazione delle fibre, usate anche per la manifattura di diverse qualità di carta. Inoltre se ne ricavano reti da pesca molto robuste e più resistenti di quelle ricavate da fibra di canapa o lino.

Le proprietà terapeutiche dell’ortica sono conosciute in molti paesi del mondo e vengono ampiamente utilizzate, come riporta più dettagliatamente il testo ‘The healing Power of Rainforest Herbs’ di L. Taylor, copyright 2005, soprattutto in America Latina.

Come per l’uso di qualsiasi altra erba, è necessario consultare un naturopata o un medico prima dell’assunzione in quanto può interagire con altre sostanze assunte contemporaneamente.

Il presente booklet informativo viene prodotto a scopo divulgativo senza fine di lucro per sensibilizzare e far riscoprire alcuni aspetti della natura che la modernizzazione tende a far dimenticare.

Le notizie riportate in questo documento sono il frutto di una ricerca e sono tutte tratte da testi pubblicati e riviste varie, nonché tratte da una serie di sperimentazioni di un gruppo di amici/e che operano coerentemente alla filosofia del ‘Vivere con cura’ – www.vivereconcura.it

per sapere di più su prodotti di cosmesi naturale a base di ortica

www.maryrose.it

Emozioni olfattive

Attraverso l’olfatto possiamo percepire il mondo. Lo  deduciamo leggendo il libro di Suskind ‘Il Profumo’. Attraverso gli odori si può protrarre la sensazione di una esperienza piacevole. O si può evocare facendola riemergere dai ricordi dopo uno stimolo olfattivo…”per giorni e giorni fu preso totalmente dalla sua esperienza olfattiva e quando il ricordo saliva in lui con troppa prepotenza, borbottava fra sé e sé  “legno, legno” a mo’ di scongiuro. Così imparò a parlare.   Con le parole che non indicavano un oggetto dotato di odore….aveva le difficoltà maggiori…

la ricchezza del mondo percepito attraverso l’olfatto…. l’odore della seta stirata…l’odore di un infuso di timo… Grenouille rincorreva questi odori a lui ancora sconosciuti, li inseguiva con la passione e la perseveranza di un pescatore con la lenza e li accumulava in sé”.

E dal ‘Profumo Esotico‘ di Baudelaire il potere evocativo si fa passione  “…quando con gli occhi chiusi, in una calda sera d’autunno, del tuo ardente seno il  profumo respiro, vedo svolgersi rive felici…guidato dal tuo odore verso climi affascinanti, vedo un porto fitto d’alberi e vele…”

La suggestione creata dai profumi attiva processi biochimici che non si limitano ad alimentare la passione  o lo spirito poetico.  Questi agiscono sul corpo e sulla mente al punto da  stimolare il sistema nervoso attivando il sistema endocrino, per  dare al corpo-mente un equilibrio tale che stimola lo stato di salute.

Già gli antichi Egizi ne sapevano qualcosa su questo tema.  Non si tratta di materia ‘new age’ ma  di antiche saggezze (vedasi l’articolo ‘Bellezza e benessere nell’Antico Egitto’ nella sezione ‘Coccole’.

Le nobili qualità delle resine e delle essenze  hanno permesso agli uomini, sin dall’antichità, di curarsi e di proteggersi contro le malattie fisiche e psichiche. L’archetipo delle resine è l’incenso, chiamato Olibano dall’arabo Al-Lubaan. L’albero del deserto che lo produce viene protetto come un tesoro della natura. Le sue ‘lacrime bianche’ ,che colano dalle piccole ferite inflitte sui rami e sul tronco, sono preziose. L’albero dell’Incenso produce la resina per cicatrizzare e chiudere le sue ferite. L’essenza di incenso è un potente cicatrizzante per le ferite, anche quelle degli umani e degli animali.

Questo è un altro esempio di ‘intelligenza della natura’.

La resina d’incenso può esser masticata o bevuta in decotto per curare disturbi gastrici . Nello stesso tempo può deliziare gli olfatti più raffinati,  rendersi sacra nei luoghi di culto e nello stimolare la spiritualità di chi li avvicina.

La mirra, preziosa resina, uno dei regali dei re magi, era considerata alla stregua dell’incenso e dell’oro.  Non solo cicatrizzante e  toccasana per l’igiene orale, ma anche stimolante delle ghiandole endocrine epifisi e ipofisi. Quello che stimola il corpo fa bene anche alla mente. E viceversa.  Le resine e le essenze penetrano l’intimità dell’anima andando oltre. Gli effetti sono visibili a tre livelli. Provare per credere.